Approvata legge di bilancio 2018: ecobonus, ristrutturazioni, incentivi

Il fotovoltaico nelle veneziane
dicembre 11, 2017

La manovra 2018 è stata approvata dal Consiglio dei Ministri e ora verrà discussa ed emendata dal Parlamento.

Tra i diversi provvedimenti è stata confermata la stabilizzazione dell’ecobonus per i condomini, almeno per i prossimi cinque anni (fino al 31/12/2021), e la detrazione del 65% per le singole unità immobiliari per il 2018. In dubbio se confermate anche le agevolazioni fiscali del 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia (ma si ventila anche la possibilità di una proroga pluriennale).

Alcune misure erano state annunciato pochi giorni fa in Commissione Ambiente della Camera dal ministro delle Infrastrutture Del Rio che aveva spiegato soprattutto le intenzioni del Governo sulle detrazioni fiscali per l’efficienza energetica.

 

Dovrebbe essere assicurato l’ecobonus anche per il 2018 per interventi su finestre e schermature, caldaie a biomasse e caldaie a condensazione, ma con una riduzione dello sconto: detrazione al 50% anziché al 65%, che invece dovrebbe essere estesa alla rimozione dell’amianto.

In generale cambia l’approccio a cui sta lavorando il MiSE: il beneficio dovrà essere più proporzionale al valore reale del risparmio energetico perseguito dal contribuente che ne fa richiesta.

Tuttavia per gli interventi su singole unità immobiliari, e questa sembra la novità più importante, l’ecobonus verrà ampliato anche grazie alla possibilità di cessione del credito (portabilità dell’ecobonus).

Con il disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e al bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020, vengono intanto completamente neutralizzate le clausole di salvaguardia.

Pertanto, almeno nel 2018, non ci saranno aumenti delle aliquote dell’Iva e delle accise.

Sono confermate le misure per il superammortamento (anche se con una soglia più bassa, forse dal 140 passerà al 130%) e l’iperammortamento (sempre al 250%).

Per assicurare continuità operativa e qualificare maggiormente gli investimenti in chiave “Industria 4.0” il governo proroga la misura di promozione delle piccole e medie imprese nota come “Nuova Sabatini”.

Come ha spiegato il Ministro Calenda il pacchetto “Impresa 4.0” è stato inserito nell’attuale manovra di bilancio. Si tratta di più di 10 miliardi di finanziamenti a sostegno delle imprese che investiranno in innovazione, ricerca e formazione negli ambiti e nelle tecnologie che caratterizzano la quarta rivoluzione industriale.

È stato inoltre istituito il “Fondo per il capitale immateriale, la competitività e la produttività” le cui priorità saranno: finanziare progetti di ricerca e innovazione e favorire il trasferimento dei risultati dei progetti verso il sistema produttivo.

Sarà attivato poi il Fondo di garanzia per l’efficienza energetica, finanziato con 50 milioni di euro ripartiti tra Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero Ambiente, che potrebbe mettere in moto 600 milioni di euro di lavori per la ristrutturazione edilizia. Si tratta di garanzie su eventuali finanziamenti concessi da istituti di credito per l’esecuzione di lavori di efficientamento energetico.

Tra le altre misure che potrebbero interessare i nostri lettori: il cosiddetto “bonus verde” con detrazioni del 36% (fino a 5mila euro di spesa) per la cura di giardini e terrazzi privati anche in aree condominiali e il rifinanziamento, per 200 milioni di euro, del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali al Sud.

In linea più generale, secondo il governo, la manovra 2018 è indirizzata da un lato al rispetto degli impegni di bilancio presi con la Commissione europea – la correzione del disavanzo strutturale dello 0,3% e il calo del deficit in rapporto al Pil all’1,6% – e dall’altro al rafforzamento di una crescita sostenibile e inclusiva, con la mobilitazione di risorse per il 2018 per circa 20,4 miliardi di euro.

Le coperture, in termini di efficientamento di spesa e maggiori entrate derivanti in gran parte dal contrasto all’evasione, ammontano a circa 9,5 miliardi, mentre 10,9 miliardi di € rappresentano l’effetto netto espansivo della manovra, che interesserà in particolare le aree meno avanzate del Paese.

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